A Shelbourne nel Vermont c’è Vermont Teddy Bear Factory, la fabbrica che produce gli orsacchiotti di peluche più famosi degli Stati Uniti. La fabbrica è visitabile con un tour di 30 minuti, che generalmente piace agli adulti quanto ai bambini, e ovviamente è anche possibile comprare orsacchiotti personalizzati.
Questo è un video di presentazione della fabbrica:
E’ possibile visitare la fabbrica:
come visitare la fabbrica
E’ possibile visitare la fabbrica prenotandosi online in anticipo da questa pagina
informazioni sul tour:
costo: 5$ per gli adulti, ma è gratis sotto i 12 anni
durata: circa 30 minuti
indirizzo: 6655 Shelburne Road, Shelburne, VT 05482
orari: tutti i giorni 11:00 – 15:00 (verifica nella pagina di prenotazione)
recensioni: Tripadvisor, Yelp, Google – official website
Come dicevo la visita alla fabbrica vale la pena di farla, ma a mio avviso gli orsacchiotti sono veramente costosi, e secondo me nei negozi di giocattoli in Europa se ne trovano di più belli.
Vengono venduti principalmente a Natale e a San Valentino.
origine del nome Teddy Bear
Il nome Teddy Bear deriva da un episodio accaduto al Presidente degli Stati Uniti Theodore Roosevelt, soprannominato “Teddy“, appassionato tra le altre cose di caccia grossa. Nel 1902, durante una battuta di caccia all’orso lungo il fiume Mississippi, Roosevelt si rifiutò di sparare a un esemplare adulto di orso bruno della Louisiana. L’orso era stato braccato dai cani, ferito e legato a un albero dagli assistenti del presidente, pronto per essere ucciso. Roosevelt si indignò, dicendo che sparare a un orso in quelle condizioni non sarebbe stato sportivo ma ordinò che l’animale fosse ucciso per non farlo ulteriormente soffrire. La scelta di Roosevelt fu particolarmente apprezzata perché in quella battuta di caccia, come pare accadesse spesso, lui non riuscì poi ad abbattere nessun orso, tornandosene a casa senza alcun trofeo. La notizia giunse ai quotidiani, che soprannominarono l’orso “Teddy Bear“. Il giorno successivo (il 16 novembre), il disegnatore satirico Clifford K. Berryman pubblicò sulla prima pagina del Washington Post una vignetta che mostrava Roosevelt nell’atto di volgere le spalle all’orsetto legato con un gesto di rifiuto. La didascalia “drawing the line in Mississippi” (“stabilire un confine sul Mississippi”) metteva in relazione l’accaduto con una disputa territoriale in corso all’epoca fra Louisiana e lo stato del Mississippi.
I lettori si innamorarono dell’orsetto della vignetta, e in seguito Berryman inserì immagini di orsetti in molti dei suoi disegni. Gradualmente, gli orsetti di Berryman divennero sempre più “piccoli, rotondi e carini”, contribuendo a creare lo stereotipo dell’orsacchiotto. Il 29 dicembre, lo stesso Roosevelt scrisse a Berryman dicendo “abbiamo trovato tutti molto gradevoli i suoi disegni di orsetti”.
Sull’onda della popolarità di “Teddy Bear” e degli orsetti di Berryman, il 15 febbraio del 1903 Moris Michtom e sua moglie Rose misero in vetrina due orsetti di pezza nel loro negozio di Brooklyn, con il cartello “Teddy’s bears”, dicendo che avevano avuto il permesso scritto del presidente di usare quel nome. Il successo fu tale che in seguito i coniugi fondarono una società specializzata nella produzione di orsacchiotti, la Ideal Toy Company.
Nello stesso periodo, Margaret Steiff, proprietaria di una fabbrica di giocattoli in Germania, fu convinta dal nipote Richard a commercializzare orsacchiotti; nel 1903, alla Fiera del Giocattolo di Lipsia, la Steiff vendette 3000 esemplari a un importatore americano. Ancora oggi, la Steiff produce “Teddy Bear” per l’esportazione in tutto il mondo.
Gli orsacchiotti di inizio secolo avevano gli occhi fatti con bottoni, ed erano snodati alle braccia e alle gambe. Quel tipo di giocattolo rimane un classico ed è ancora commercializzato in numerose varianti, oltre a essere stato preso come modello per molti personaggi di grande popolarità (vedi per esempio Winnie the Pooh e Paddington).
“Teddy” rimane un nome molto comune per gli orsetti di pezza, non solo nei paesi di lingua inglese. Fra gli orsi celebri che si chiamano “Teddy” si può ricordare, per esempio, quello di proprietà di Mr. Bean (interpretato dall’attore Rowan Atkinson in una celebre serie di comiche televisive).
Voglio chiudere questa pagina sui Teddy Bear del Vermont con un fantastico spot pubblicitario di diversi anni fa:
Vedi anche la mia guida di viaggio in Vermont:

In particolare ti segnalo le pagine:
– le Scenic Byways del Vermont
– le città del Vermont
Immagine di copertina creata con Ideogram
