castello reale di Sarre in Valle d'Aosta

il castello reale di Sarre in Valle d’Aosta

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By MG Uberti

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Il castello reale di Sarre sorge in posizione isolata pochi km a ovest di Aosta, su un’altura all’imbocco della Valle di Cogne. Venne acquistato nel 1869 da re Vittorio Emanuele II per essere usato come base di partenza per le sue predilette spedizioni di caccia allo stambecco nella vicina riserva del Gran Paradiso (su cui nel 1922 venne istituito il primo parco nazionale italiano, proprio per volere dei Savoia). E proprio le decorazioni realizzate con le corna degli stambecchi e camosci costituiscono un unicum artistico che io non ho mai visto altrove.

Visto da fuori non sembra nulla di speciale, ma i saloni interni sono sorprendenti: per questo secondo me il castello di Sarre vale la visita.

Questo il video di presentazione del castello:

 

Informazioni e storia del castello reale di Sarre:

 

le corna degli stambecchi

Quando lessi la prima volta che i corridoi e i saloni del castello erano decorati con centinaia di corna di stambecco mi immaginai una noiosa sfilata di trofei di caccia impagliati, e anche dopo guardando alcune foto non riuscii a capire bene di cosa si trattasse. Invece visto dal vivo l’interno del castello è davvero notevole: le foto non rendono affatto l’originale bellezza delle composizioni. Il risultato complessivo è davvero stupefacente.

La sorpresa comincia nel corridoio che porta al salone principale:

castello reale di Sarre (Aosta) - decorazioni con corna di stambecchi - corridoio

Ma è nel salone che si raggiunge il massimo dello splendore:

castello reale di Sarre (Aosta) - decorazioni con corna di stambecchi - salone

Particolare dei trofei e decorazioni:

castello reale di Sarre (Aosta) - decorazioni con corna di stambecchi - particolare

Ripeto: le foto non rendono affatto l’effetto: va visto dal vivo.

Per gli animalisti e coloro che rimangono scioccati dalla quantità di animali uccisi ed esposti c’è da ricordare che quanto si vede oggi è il risultato di svariati decenni di cacce, quindi una selezione controllata della fauna e non una folle ecatombe. Ovviamente da appassionati cacciatori gli stessi re avevano tutto l’interesse a mantenere viva la colonia di stambecchi, altrimenti il gioco prediletto sarebbe finito.

Ad ogni modo il risultato decorativo è assolutamente unico e vale sicuramente la visita.

 

Umberto II, conte di Sarre

Umberto II di Savoia fu l’unico figlio maschio di Vittorio Emanuele III e a lui succederà come ultimo re d’Italia dal 9 maggio al 2 giugno del 1946, dopo essere stato luogotenente generale del Regno per due anni dal 1944 al 1946. Pochi oggi lo ricordano, forse a causa del suo breve regno di soli 23 giorni dopo i lunghi 50 anni di regno del padre, ma fu grazie al suo grandissimo senso di responsabilità che l’Italia si risparmiò un’ulteriore guerra civile dopo il referendum monarchia/repubblica: nonostante le comprovate irregolarità e le consistenti voci di presunti brogli, Umberto preferì lasciare volontariamente il paese per evitare ulteriori scontri e morti (come era già accaduto a Napoli pochi giorni dopo il referendum). Non abdicò mai, ma nei suoi lunghi anni di esilio in Portogallo assunse il titolo di “conte di Sarre”. Morì in esilio il 18 marzo del 1983.

Nella mia visita al castello di Sarre ho trovato assurdo che fosse continuamente ricordata la regina Maria José e quasi mai Umberto II.

Per prepararsi meglio alla visita del castello reale di Sarre suggerirei di leggere qualche libro sulla figura di Umberto, ad esempio:

Il re di maggio Umberto II
di Lucio Lami

L’ultimo re. Umberto II di Savoia e l’Italia della luogotenenza
di Ludovico Incisa di Camerana

Anche senza visitare il castello di Sarre vale la pena di leggersi qualcosa perché a mio avviso la figura di re Umberto II merita di essere ricordata.

 

la regina Maria José a Sarre

La regina Maria José di Savoia, moglie di Umberto II, al castello di Sarre trascorse con i figli le vacanze estive dal 1936 al 1942, e fu proprio in questo castello che si trovò la sera dell’8 settembre 1943, quando seppe dell’armistizio alla radio, sorpresa dalla notizia come tutti gli altri italiani. Il giorno dopo riuscì a fuggire in Svizzera attraverso il passo del Gran San Bernardo mettendo in salvo i figli. Sempre attraverso lo stesso passo del Gran San Bernardo rientrerà in Italia il 29 aprile del 1945. In quei giorni il castello veniva usato come prigione per i locali gerarchi fascisti catturati, quindi la regina non poté alloggiarvi (dormì nella casa parrocchiale), ma già la mattina del 30 aprile la bandiera italiana con lo stemma sabaudo tornò a sventolare sul pennone del castello.

 

storia ed evoluzione del castello

Della casaforte originale costruita nel 1242 da Giacomo di Bard rimane oggi solo la torre centrale: inizialmente il castello aveva un corpo massiccio coronato da una fitta merlatura. Rimase proprietà della casata di Sarre fino al 1364 anno della morte di Pietro di Sarre, ultimo esponente del casato. Il castello passò alla casata Quart e poi alla famiglia de Montagny, poi ancora per diverse altre mani, per giungere nel 1708 al barone Jean Francois Ferrod, proprietario delle miniere di rame di Ollomont, che ristrutturò e modificò completamente la struttura.

Come detto all’inizio nel 1869 il castello venne acquistato da re Vittorio Emanuele II per renderlo la base di partenza delle sue battute di caccia allo stambecco. La torre venne sopraelevata e gli interni modificati e ristrutturati: le stanze vennero arredate usando mobilio proveniente da altre residenze reali. Anche Umberto I usò spesso la struttura come base di caccia. Mentre Vittorio Emanuele III e la regina Elena vi soggiornarono raramente. Gli ultimi lavori di ammodernamento furono nei primi decenni del ‘900 quando Umberto II e le sue sorelle Mafalda e Giovanna di Savoia si innamorarono nuovamente del castello.

Anche dopo l’espropriazione dei beni dei Savoia da parte dello stato italiano questo castello rimase nelle mani della famiglia perché registrato come proprietà privata di Umberto II (come anche il castello di Racconigi). Nel 1972 venne venduto ad una società privata che lo aprì al pubblico come museo di memorie dinastiche dei Savoia e solo nel 1989 venne acquistato dalla regione Valle d’Aosta.

 

prezzi biglietti e orari

Informazioni utili e prezzi aggiornati a luglio 2025:

  • Biglietti: €8 adulti, €6 ridotto, €3 giovani (6-25 anni), gratis per minori di 6 anni, disabili e accompagnatori.
  • Orari (aprile-settembre): 9:00-19:00, tutti i giorni.
  • Orari (ottobre-marzo): 10:00-13:00 e 14:00-17:00, chiuso il lunedì.
  • Chiuso il 25 dicembre e il 1° gennaio. 
  • Prenotazione: Consigliata, tramite sito ufficiale o al +39 0165 257539.
  • Accessibilità: Ottima, con ingresso posteriore per disabili, ascensore e bagni attrezzati.
  • Regole: Vietati zaini ingombranti; animali di piccola taglia ammessi solo in trasportino.

Le visite sono sempre guidate e per gruppi al massimo di 25 persone per turno.

Puoi comprare i biglietti online tramite il sito midaticket.it/eventi/castello-reale-di-sarre

Sempre meglio telefonare per conferma: a volte ci sono variazioni o restrizioni.

Telefono: +39 0165 257539

 

mappa e indirizzo

Come detto all’inizio il castello si trova a pochi km da Aosta, all’imbocco della valle di Cogne, ed è ben visibile a distanza per la sua posizione rialzata sul fondovalle.

indirizzo: località Lalex, 11010 Sarre (AO)

 

Il castello si trova a Lalex, Sarre, a pochi km da Aosta, lungo la SS26 verso Courmayeur. In auto, dall’uscita Aosta Ovest (A5), segui le indicazioni per Sarre e svolta a destra dopo il bivio per Cogne. Due parcheggi gratuiti: uno di fronte al castello, l’altro in frazione Lalex (10 minuti a piedi). Con i mezzi pubblici, dalla stazione degli autobus di Aosta (Piazza Manzetti), prendi le linee 5, 7, 29, 340 o 581 fino a “Sarre – Sainte-Hélène” o “Tissoret – Sarre Municipio” (10-15 minuti a piedi in salita).

C’è un parcheggio proprio di fronte al castello, facilmente accessibile dalla statale 26 (venendo da Aosta dopo aver passato il castello), altrimenti ce n’è un altro in frazione Lalex a cui si viene guidati dalla statale PRIMA di raggiungere il castello che è leggermente più distante, ma anche più capiente.

Dalla mappa satellitare si vede chiaramente il parcheggio davanti al castello:

 

 

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Photocredit immagine di copertina: Stefano Merli