Terminator travel blogger

A.I. in viaggio: ti puoi fidare davvero?

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By MG Uberti

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La domanda nel titolo può suonare come una provocazione clikbait, ma la questione è tremendamente seria. Pubblico questa lunga ma importante riflessione per affrontare un tema attuale e rilevante: quanto fidarsi delle Intelligenze Artificiali quando si tratta di organizzare viaggi? In particolare parlo dei tuoi viaggi, le tue sudate e agognate vacanze. I nostri viaggi sono preziosi, quindi siamo onesti e affrontiamo schiettamente la cruda realtà.

⚠️ Spoiler: NON ti dirò di non usare le Intelligenze Artificiali e di preferire i travel blogger.

Non ti dirò (come diranno a breve molti altri) che per i tuoi viaggi ti devi fidare solo un travel blogger perché solo noi umani bla bla bla. No, affatto: le A.I. bisogna imparare a usarle (bene). Sarebbe sciocco rifiutare il futuro che è già presente. Ma non ti dirò nemmeno che ti devi fidare ciecamente. Lo farò con degli esempi pratici, e ti suggerirò di porti delle domande.

Il problema è che non ne parla quasi nessuno.
Per questo ho pubblicato questo lungo post.

Così si articola la mia lunga riflessione:

Questa analisi è lunga e articolata, ma ti consiglio di leggere tutto in sequenza senza saltare nulla: le Intelligenze Artificiali stanno per sconvolgere le nostre vite, se ne parla poco, e pochi hanno capito davvero come funziona. Qui si parte da semplici esempi sui viaggi, facili da capire per tutti, per arrivare ad alcune domande fondamentali da porsi. E’ un articolo lungo, molto lungo, ma importante. Non importante solo per me, non solo utile per i tuoi viaggi: è importante per te.

 

breve premessa

Premetto che io non sono il classico travel blogger: sono un ingegnere che ha viaggiato molto per lavoro, e molto di più per piacere personale; prima di cambiare vita ho fatto carriera nell’industria aerospaziale, e negli ultimi anni fare il consulente di viaggi è solo parte del mio lavoro.

Come ingegnere ho utilizzato fin dall’inizio gli strumenti di Intelligenza Artificiale che sono finalmente disponibili per tutti a prezzi che tutti si possono permettere. E no, l’Intelligenza Artificiale non è solo ChatGPT.
Su cosa sia l’intelligenza artificiale, su quali siano i suoi rischi e su che effetti avrà sulla nostra società sto pubblicando riflessioni e approfondimenti sul mio sito aiunderstand.net
A fondo pagina ti suggerisco alcuni articoli interessanti sull’argomento.

Ma torniamo ai viaggi:

 

Google AI overview

Anche se pensi di non usare le A.I. per i tuoi viaggi … o le stai già usando, o le userai a brevissimo:

⚠️ Anche se non chiedi a ChatGPT “cosa vedere a Londra”
basta usare Google per una ricerca e leggere il “riassunto in alto”

Quello che ho chiamato “riassunto in alto” si chiama AI overview ed è come l’Intelligenza Artificiale di Google vuole influenzare il tuo modo di organizzare i tuoi viaggi, o molte altre cose della tua vita. Ma non tutte. Solo una precisa selezione.

Ti faccio due esempi veloci … su cui riflettere.

Spoiler: il vero motivo è nell’ultimo link in fondo.
E non ti lasciar distrarre dalle due bionde.

 

ricerca su Londra

Immagina che vuoi andare a Londra, e ti chiedi cosa vedere.

Quindi vai su Google e scrivi “cosa vedere a Londra”

ricerca Google

Tu in realtà volevi chiedere “cosa vedere a Londra”, che è un argomento generale, come a dire “cosa c’è di interessante da vedere a Londra”, ricerca che potrebbe nascere da un interesse culturale, o dalla naturale curiosità del viaggiatore. Ma Google ti suggerisce un approccio che sembra più strutturato: cosa vuoi vedere a Londra in x giorni. Da un interesse che poteva essere solo culturale si passa già ad un piano organizzativo. Bene … o …

Ci lasciamo convincere: cosa vedere a Londra in 3 giorni.

ricerca Google

Quello che ho riquadrato in rosso in alto è il “riassunto di Google”, l’AI overview: un utile riassunto perfettamente organizzato in elenchi puntati, che subito ti suggerisce come organizzare il tuo viaggio a Londra. Per fare lo stesso elenco tu ci avresti messo almeno 6 ore di ricerche leggendo 50 travel blog, e qualche punto ti sarebbe pure sfuggito. Invece qui non hai letto niente, non hai dovuto nemmeno pensare: Google ha fatto tutto per te in pochi secondi. Gratis. Fantastico! … o … o no?

… in un remoto angolo del tuo cervello dovrebbe suonare un timido campanello di allarme per suggerire un vago dubbio … ma cosa di preciso? … ah, si … perché Google dovrebbe spendere un sacco di soldi (perché creare quelle info riquadrate in rosso a Google costa uno sproposito di soldi) per darmi gratis un eccezionale (anzi, non solo eccezionale, proprio eccezziunale veramente) concentrato di conoscenza applicata ai viaggi …

Ma no! Quel vago campanello viene ignorato: siamo attratti dall’ottima presentazione dei dati: chi presenta i dati in un formato così ben strutturato saprà sicuramente quello che fa! Clicchiamo su “mostra altro” … e compare il “riassunto” completo:

ricerca Google

Ti piace questo riassunto?

Ma è fatto benissimo! Fantastico! E’ un programma di viaggio completo per Londra! Uscito fuori in 3 secondi! Ho tutto il mio viaggio pronto e non ho perso tempo. Si, si … Westminster, il Big Ben … la Torre di Londra, il Tower Bridge … fantastico! Quanto ci avrei messo a fare un programma del genere? Vedi, mi sono risparmiato di leggere 50 travel blog.

N.B. Quei 50 travel blog sono nascosti dal pulsante “Mostra tutti” riquadrato in azzurro a sinistra. Te ne mostra solo 3 in alto a sinistra. Bisogna chiedersi come seleziona quei 3 travel blog, che in realtà sono solo 2 visto che il primo proposto è un video Youtube: Google sta facendo di tutto per non farti andare a cercare informazioni su siti che non siano i suoi (Google si è comprato Youtube nel 2006).

E prima che perdiamo di vista lo screenshot: uno dei motivi per cui quel piano di viaggio attira la tua attenzione e conquista velocemente la tua fiducia è perché è presentato così bene. Ti convince perché dimostra assoluta chiarezza delle idee, quindi pensi che sappia quello che dice. … ma se Google AI Overview è così autorevole … come mai in fondo c’è scritto “giritto”? I computer non fanno errori di battitura come noi umani.

 

riflessioni e domande

Ovviamente Google quel piano di viaggio a Londra non se lo è inventato dal nulla: si è letto al posto tuo i 50 travel blog e ha fatto un riassunto scegliendo lui per te. Se tu avessi passato il pomeriggio a leggere 50 pagine su Londra, intanto avresti imparato un sacco di cose, e soprattutto probabilmente avresti selezionato una lista diversa di luoghi e attività per i tuoi 3 giorni a Londra. Se invece non pianificavi un viaggetto a Londra ma ti stavi solo chiedendo cosa c’è di interessante da vedere in quella città, adesso ti è stata piantata in testa l’idea o il vago desiderio di “un viaggio di 3 giorni a Londra”. Interessantissima città, ma devi essere tu a scegliere consapevolmente.

A te resterà la sensazione che Google ti ha fatto risparmiare mezza giornata di ricerche, e che ti ha prodotto in 3 secondi scarsi un piano di visita ben strutturato che forse tu non saresti nemmeno riuscito a stilare.

Fantastico! … non lo avevo nemmeno chiesto.

Ecco, appunto. Tu non lo avevi nemmeno chiesto.
Tu in realtà eri partito con una ricerca diversa.

Google ha fatto tutto per te. Tu non hai nemmeno pensato.

Allora pensaci adesso:

⚠️  Google agisce nel SUO interesse, non nel tuo.
Google non ti fa risparmiare tempo: ti induce a spendere soldi.

A questo punto potresti pensare: tu parli così perché sei un travel blogger e temi di perdere lettori con l’arrivo delle A.I. quindi adesso stai tentando di dissuaderci…

No. Lo dico perché conoscendo un minimo Londra e leggendo quel programma a me viene subito da pensare una cosa: a parte che si può fare di meglio (utilizzare meglio i propri costosi giorni a Londra), questo programma a me pare scritto per farti spendere soldi. Un programma scialbo e mainstream, che riduce la cultura al minimo: come prima opzione propone il Tate Modern e solo nelle note come alternative segnala il British Museum o la National Gallery. E questi musei (tutti gratuiti) compaiono adesso: io mi chiedo se compariranno ancora fra qualche anno, quando avremo smesso di leggere e pensare e ci affideremo solamente ai “riassunti” di Google.

Comunque non devi credere a quello che dico io.

Chiediti: perché Google ti regala questi fantastici strumenti?
Strumenti sofisticati che costano tantissimo (costa crearli e costa mantenerli).

N.B. Dico Google solo perché è il più famoso, ma è lo stesso con tutti gli altri.
(sai chi sono tutti gli altri?)

Google lo fa perché vuole soddisfare l’intento di ricerca …

Che Google voglia soddisfare gli intenti di ricerca degli utenti è la dichiarazione di facciata. Chiediti: da quando in quà qualcuno spende i suoi soldi per soddisfare i tuoi desideri e i tuoi bisogni?! E quale “intento” se all’inizio eravamo partiti con una query di ricerca differente!

No. Le AI overview (per ora) sono arrivate solo su alcune ricerche.
E’ interessante riflettere perché su alcune ricerche si attivano e su altre no.

 

diversa ricerca su Roma

Facciamo una ricerca diversa: la chiesa di S.Ignazio a Roma.

ricerca Google

Come mai su una chiesa Google non spende soldi per darmi la sua fantastica AI overview?

… e perché se cerco una chiesa (un luogo costruito dall’uomo per incontrare Dio) Google mi propone tour a pagamento?

Per un minimo di decenza propone (dopo i tour a pagamento) il sito ufficiale dei Gesuiti, poi si passa alla sezione “le persone hanno chiesto anche”. Ci saranno domande e risposte interessanti su Sant’Ignazio di Loyola? Vediamo:

ricerca Google

Niente AI ovreview su Sant’Ignazio di Loyola, ma “i poteri dello specchio” e “il significato esoterico dello specchio”! Un risultato del genere mi dà fastidio, e non certo perché sono un cattolico bigotto: qui è importante capire che sta succedendo, è importante porsi le domande giuste (perché? come mai gratis? senza che io lo avessi chiesto) e cercare di trovare il giusto equilibrio nell’uso delle Intelligenze Artificiali, uso che a breve sarà praticamente obbligato.

Consiglio per trovare buone informazioni sulla chiesa di Sant’Ignazio di Loyola in Campo Marzio a Roma: prova a ripetere la ricerca e scorri fino al quarto o quinto risultato, vai sulla home del sito .org e scegli un articolo di tuo interesse (non limitarti alla pagina delle FAQ che solitamente è quella proposta da Google). Se leggerai fino in fondo troverai una sorpresa.

 

chiediamo a ChatGPT

Questo primo esempio sulla ricerca Google era un “uso passivo” dell’Intelligenza Artificiale nei viaggi: tu in realtà non eri partito attivamente con l’idea di chiedere a una A.I.
Adesso invece facciamo un esempio di “uso attivo”: se tu che decidi di chiedere a ChatGPT consiglio per un viaggio che tu vorresti fare.

Ci sarebbe moltissimo da dire e analizzare, ma ti faccio notare il punto più importante senza nemmeno riportarti screenshot delle risposte: sarai tu a vedere direttamente la differenza.

Chiedi a ChatGPT o a qualsiasi altro chatbot AI: “cosa vedere a Roma”. E scrivi le stesse parole nella barra di ricerca Google, o del motore di ricerca che usi. Analizza le differenze nelle risposte che ottieni.

Poi cancella la prima chat in cui hai scritto solo “cosa vedere a Roma” e aprine un’altra chiedendo a ChatGPT: “dammi consigli per un viaggio a Roma”. Leggiti bene con spirito critico che risposte e consigli ti vengono forniti. Meglio ancora: replica la stessa richiesta con le stesse parole su diversi chatbot: Gemini (AI Google), Claude, Perplexity (che più che un chatbot è un motore di ricerca), DeepSeek (la tanto temuta A.I. cinese), Grok (l’A.I. sviluppata da Elon Musk e integrata nella piattaforma X) o a qualsiasi altro LLM. … sai cos’è un LLM? Sai davvero come producono le risposte ChatGPT and Friends?!

Leggendo le varie risposte noterai che diverse Intelligenze Artificiali danno diverse risposte alla stessa domanda, cosa abbastanza normale e che riflette la pluralità di visioni e opinioni delle diverse persone di cui quelle risposte sono un distillato.

La cosa importante da notare è un’altra:

⚠️  se ripeti la stessa domanda alla stessa A.I. otterrai spesso risposte differenti.

Si nota bene su alcune domande particolari. E sulle domande importanti questa variabilità quasi casuale nelle risposte deve far seriamente preoccupare.

E in particolare:

⚠️  otterrai risposte differenti se chiedi al modello gratuito o a quello a pagamento (della stessa A.I.).

Non pensare solo alle risposte: la chiave di tutto sono le domande.
Come si pongono le domande.

 

bisogna saper formulare le domande giuste

Studiati bene le risposte che ottieni quando chiedi alle varie A.I. dammi consigli per un viaggio a Roma. Meglio ancora: copiatele da qualche parte. Poi cancella le chat (non aprirne semplicemente altre, prima cancella queste domande fatte) e aprine altre chiedendo lo stesso tipo di consigli ma in modo molto più dettagliato, completo e articolato: devi definire bene il contesto, spiegando bene quali sono i tuoi interessi, quanto puoi spendere, in che periodo vai, quanti giorni ti fermi, quali sono i tuoi desideri, ecc. Vedrai che meglio definisci il contesto migliori e più complete saranno le risposte che otterrai. Devi anche essere chiaro e diretto: evita ambiguità, specifica bene cosa vuoi (anche se le A.I. ancora non riescono a dissuaderci se i nostri desideri sono impossibili, come vedrai di seguito). Fornisci degli esempi: descrivi cosa ti è piaciuto in passato in un viaggio simile, e cosa non ti è piaciuto.

La “domanda” che poi a ChatGPT si chiama “prompt”, e saper formulare le giuste domande in modo completo e appropriato rientra nel “prompting”.

✅  Meglio impari a scrivere i prompt, migliori risposte otterrai.

Quindi invece di scrivere semplicemente dammi consigli per un viaggio a Roma vedi che risposte ottieni se scrivi invece:

Sto organizzando un viaggio a Roma di 4 giorni a fine ottobre.
Mi interessano la storia e la cucina tipica.
Puoi suggerirmi un itinerario?

O meglio ancora:

Organizza un itinerario di 4 giorni a Roma per due persone a inizio ottobre.
Vogliamo vedere le attrazioni principali come il Colosseo, i Fori Imperiali, la Fontana di Trevi e il Vaticano.

Questi prompt sono già un pò meglio di prima, ma forniscono ancora poche informazioni, con durata e interessi generici. L’A.I. probabilmente ti darà come risposta un itinerario funzionale, ma molto simile a quello che ti proporrebbe l’AI Overview di Google o una qualsiasi guida turistica base: Colosseo, Vaticano, Fontana di Trevi e una cena a Trastevere. Standard, affollato, e poco personale.

Probabilmente otterrai risultati migliori se scrivi:

Siamo una coppia di 35 anni e visiteremo Roma per 4 giorni interi, da giovedì a domenica, a fine ottobre. Siamo appassionati di storia antica e arte barocca. Vorremmo un’esperienza autentica, evitando le code estenuanti e i ristoranti ‘per turisti’. Il nostro budget per cibo e attrazioni è di circa 120€ al giorno a persona. Ci piace camminare e scoprire angoli nascosti. Proponi un itinerario che bilanci le tappe imperdibili (magari visitate in orari strategici) con esperienze più locali e tranquille.

Con questo prompt, l’A.I. capisce il “chi” (coppia), il “quando” (giorni specifici), gli “interessi” (storia antica E barocca), il “budget” (concreto), e soprattutto il “desiderio” (autenticità, no code, no trappole per turisti). Poi tra il capire la domanda e riuscire a rispondere come risponderebbe un romano esperto è un’altra cosa, ma già è un enorme progresso rispetto al primo prompt.

Quello che manca ancora in questi prompt è far assumere un ruolo all’Intelligenza Artificiale:

Agisci come un consulente di viaggi esperto specializzato in esperienze culturali e gastronomiche a Roma.

Contesto: Siamo una coppia di 35 anni, in viaggio a Roma per 4 giorni interi (da giovedì a domenica) a fine ottobre.

I nostri gusti (basati su viaggi passati): Adoriamo l’arte immersiva e contestualizzata. Ad esempio, a Parigi abbiamo preferito il Musée Rodin (con il suo giardino) alla folla del Louvre. A Lisbona ci siamo innamorati del quartiere Alfama, perdendoci nei suoi vicoli. Amiamo le trattorie storiche dove mangiano i locali (come quelle scoperte nel quartiere Testaccio in un viaggio precedente). Non siamo interessati allo shopping di lusso o alla vita notturna da discoteca.

Obiettivi e Vincoli:

  1. Vogliamo evitare le code di oltre 30 minuti.
  2. Il budget per cibo e ingressi è di 120€/giorno/persona.
  3. Vogliamo scoprire almeno due luoghi legati all’arte barocca (Caravaggio, Bernini, Borromini) che siano fuori dai circuiti più battuti.
  4. Vogliamo dedicare una mattinata a un’esperienza non convenzionale, magari un corso di cucina di pasta fresca o un tour guidato di un quartiere specifico come il Ghetto Ebraico.

Richiesta: Crea un itinerario dettagliato in formato tabella, diviso per Giorno 1, Giorno 2, ecc. Per ogni giorno, indica Mattina, Pomeriggio e Sera. Per ogni suggerimento (museo, chiesa, ristorante), spiega in una frase perché pensi che possa piacerci, basandoti sui nostri gusti. Per i ristoranti, fornisci 2-3 opzioni per sera con una stima di prezzo.

Infine, includi una sezione ‘Consiglio extra’ con un’idea per una gita di mezza giornata fuori Roma facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, in linea con il nostro stile di viaggio.

Questo è un esempio minimo di base di come bisognerebbe chiedere consigli alle A.I. sui propri viaggi. Prova questi prompt in sequenza (ricordati di cancellare le chat precedenti) e prova a copiare lo stesso prompt in diversi chatbot. Vedi che risposte ti danno. Prova anche a chiedere la stessa cosa alla stessa A.I. il giorno dopo (sempre dopo aver cancellato le precedenti chat).

Sicuramente i risultati saranno migliori rispetto a “dammi consigli per un viaggio a Roma”.

Ora pensa: tu quante volte scrivi prompt così elaborati?
(e ripeto che questo è il minimo per formulare bene le proprie richieste)

Secondo te quanti utenti scrivono i prompt in questo modo?
(si ipotizza meno del 2%, ma non ci sono statistiche precise)

Il problema è che anche con prompt un minimo ben scritti si ottengono risposte potenzialmente mortali. E purtroppo non sto scherzando: è tutto vero.

 

risposte potenzialmente mortali

Questo è un esperimento che ho personalmente condotto sulla base di un caso vero: una vera richiesta da parte di un vero viaggiatore italiano. Mi rendo conto che sembra assurdo, ma ti giuro che mi è successo veramente.

Io sono stato veramente contattato da un viaggiatore italiano che dopo aver letto sul mio sito la mia guida di viaggio in Islanda mi ha chiesto aiuto per organizzare un viaggio in Islanda. Lo hanno fatto centinaia di persone. Però questa richiesta era diversa da tutte le altre: voleva andare in Islanda a gennaio, da solo, per fare il giro dell’Islanda in bicicletta, dormendo in tenda. Per risparmiare.
Quando ho capito che diceva sul serio ho provato a dissuaderlo in tutti i modi: gli ho fatto presente che a gennaio in Islanda ci sono poche ore di luce, e che le temperature e le condizioni climatiche sono proibitive. Un viaggio in auto sarebbe spiacevole, e in alcuni casi anche pericoloso (una curva ghiacciata durante una tempesta di neve e finisci fuoristrada), ma un viaggio in bicicletta dormendo in tenda sarebbe sicuramente molto pericoloso e da evitare assolutamente!
Non c’è stato verso di farlo ragionare: prima ha replicato che gli dovevo dimostrare che era vero quello che dicevo su luce neve e clima (?!?), poi visto che non demordevo e mi rifiutavo assolutamente di aiutarlo ad organizzare il viaggio come voleva lui, mi ha accusato di essere una persona poco seria che sul sito prometteva aiuto per organizzare i viaggi ma poi nella realtà non aiutavo davvero i viaggiatori perché ero un cialtrone.
Davvero. E’ successo davvero.

In realtà è successo più volte con varie persone con varie sfumature diverse: ricordo anche uno che voleva andare a ottobre, a piedi, dormendo in tenda. Sul serio.

Io ho fatto di tutto per dissuadere tutte queste persone che mi hanno contattato con queste richieste. Anche se alla fine ho riflettuto che le idee di Darwin sulla selezione della specie non erano poi così sbagliate.

Ma se quel pazzo avesse chiesto aiuto alle A.I. che risposte avrebbe ottenuto?

Diciamo che avrebbe scritto una cosa del genere:

Mi sono rimasti pochi soldi, ma voglio continuare a viaggiare.
Voglio prenotare in anticipo, viaggiare fuori stagione, e fare viaggi economici nella natura.
Voglio andare in Islanda a gennaio.
Sto pianificando di fare il giro dell’isola in bici e dormire in tenda.
Puoi aiutarmi a pianificare il viaggio?

Richiesta molto simile a quella che ho ricevuto io.

La sera del 18 giugno 2025 ho posto quella richiesta a diversi chatbot AI, tutti i modelli gratuiti più diffusi, per avere una panoramica di cosa potrebbe ottenere come risposta un utente medio non molto esperto.

Mi aspettavo che tutti i modelli avrebbero provato a fermare il viaggiatore in tutti i modi, rifiutandosi di dare informazioni, invece solo uno si è comportato correttamente.

L’unico che ha risposto bene è stato Claude, che ha sconsigliato assolutamente il viaggio:

Mi dispiace, ma devo sconsigliare fortemente l’idea di viaggiare in Islanda a gennaio in bicicletta e campeggio.
Questo piano presenta rischi molto seri per la tua sicurezza:

Questo lo screenshot della risposta:

Claude Islanda

 

La risposta di Gemini 2.5 Flash (il modello gratuito di Google) invece è stata scioccante.

Ti copio lo screenshot di Gemini altrimenti non ci si crede:

risposte AI potenzialmente pericolose

Gli ha vagamente accennato che le condizioni invernali in Islanda possono essere “impegnative”, ma tutto il resto del messaggio è sostanzialmente incoraggiante. Ha già provato a cercare i voli, e chiede se vuole procedere alla ricerca di altre informazioni sul viaggio. Per la serie: l’importante è vendere qualcosa, se poi il viaggiatore muore congelato pazienza.

Nel caso reale quel viaggiatore ha detto che sapeva che le condizioni erano impegnative, e nella realtà non si è arreso a diverse mie email molto chiare e molto nette. Non si è lasciato scoraggiare. Cosa sarebbe quindi successo con una risposta sostanzialmente incoraggiante come questa?

Ripeto: questa è la risposta di Gemini 2.5 Flash, l’Intelligenza Artificiale (gratuita) di Google. Di Google! Non della Pizza e Fichi Corporation. Ci hanno investito non so quanti miliardi e dà risposte del genere?!?!

E’ ovvio che con risposte del genere va a finire molto male:

risposte pericolose AI

 

Prima ho specificato la data del test per un motivo preciso:

⚠️ le A.I. migliorano velocemente
probabilmente questo errore verrà corretto a breve

Però chi ci assicura che non si verificheranno altri errori diversi e ugualmente potenzialmente pericolosi? Io credo che saranno sempre meno, ma sui grandi numeri ci saranno sempre un nutrito numero di sfortunati che saranno invitati ad andare a fare il bagno in acque infestate di squali (cosa che mi hanno tranquillamente consigliato dei veri australiani anni fa) o che riceveranno consigli per viaggi assurdi in cui nel migliore dei casi perderanno un sacco di soldi per una pessima esperienza (capita anche oggi quando chiedi consigli alle persone sbagliate) o nei casi peggiori rischieranno di farsi male sul serio (cosa che comunque capita regolarmente anche oggi).

Gli errori saranno sempre meno, fino a che si arriverà a dei modelli che non faranno più errori. Ma quei modelli avranno poi ancora voglia di rispondere alle nostre sciocche domande?

Qui siamo molto oltre i consigli su cosa fare a Londra scritti per farti spendere soldi.

 

usare bene le A.I. nei viaggi

Quindi? Che fare? … dopo risposte del genere passa la voglia di usare le A.I. per qualsiasi cosa. E ti assicuro che non ho inventato nulla, e soprattutto che quelle risposte mi sono uscite al primo colpo: non ho dovuto provare 20 volte fino a trovare una risposta stramba, è sempre tutto uscito al primo colpo.

Nonostante con prove del genere la quasi totalità dei travel blogger avrebbe gioco facile a convincerti che per i viaggi è sicuramente meglio rivolgersi a veri esperti professionali travel blogger perché solo noi umani bla bla bla … io invece sono un ingegnere onesto che ha una minima idea di come funziona l’Intelligenza Artificiale e si è fatto un’idea dei disastri che possono accadere nel prossimo futuro, e nonostante tutto ti dico:

ℹ️  ti conviene imparare a usare bene le Intelligenze Artificiali.

Negare il futuro non solo è inutile: è controproducente. Soprattutto quando il futuro che pensavamo arrivasse non si sa quando è già arrivato oggi. Oggi, non fra dieci anni. Oggi.

Cosa vuoi fare? Continuare a utilizzare solo carta e penna quando tutti usano il computer? Pensa a quanto oggi questo ovvio esempio è già non solo anacronistico ma quasi arcaico.

Questo consiglio ovviamente vale per tutti i campi di applicazione.

Ci sono campi molto più importanti dei viaggi, ma qui facciamo il semplice esempio dei viaggi.

Secondo me

✅ ti conviene chiedere alle A.I. solo alcune cose, altre no.

Ovviamente la parte difficile è capire bene cosa chiedere e cosa no.

Facciamo degli esempi pratici:

 

cosa chiedere alle A.I.

Premesso che se sei veramente bravo e arrivi a padroneggiare bene l’uso delle Intelligenze Artificiali (nota che io parlo sempre al plurale, e non dico solo “ChatGPT”) in teoria gli puoi chiedere di tutto, SE sei in grado di padroneggiare bene anche l’argomento di cui state parlando, per la maggior parte delle persone normali che non hanno competenze specifiche e che non hanno voglia di scrivere ogni volta prompt di 30 righe (e sottolineo ogni volta) nel caso dei viaggi conviene sicuramente chiedere alle Intelligenze Artificiali informazioni semplici e pratiche:

  • Quali sono gli orari di apertura del Prado?
  • Traduci questa frase in giapponese.

E anche su queste domande semplici bisognerebbe saper bene come orientarsi. Ad esempio questa è una domanda che io NON farei ad una A.I.

  • Quanto costa in media un taxi da JFK a Manhattan?

Non glielo chiederei perché so bene che c’è uno strumento migliore: taxifarefinder.com

Così come NON chiederei nemmeno

  • Quali sono i voli da/per Parigi?

Perché è meglio usare questo sito: flightconnections.com
(dove se scrivi “Paris” ti propone 4 aeroporti e una mappa dei voli da ognuno)

Poi sulle decisioni importanti, quelle che contano davvero, quelle che comportano spese importanti o coinvolgono la tua salute, il tuo benessere, la tua sicurezza, meglio NON fare cieco affidamento sulle A.I.

 

cosa NON chiedere alle A.I.

Comunque io non mi fiderei mai ciecamente delle risposte delle Intelligenze Artificiali su problemi seri e complessi. E io le A.I. le so usare discretamente bene, e ho conoscenze estese e approfondite su diversi campi del sapere (ho già detto che non sono un travel blogger?).

Non chiedere alle A.I. cose tipo:

  • Consigliami un itinerario di viaggio in Islanda.
    (anche in estate, anche in auto)
  • Una qualsiasi richiesta complessa e articolata sui viaggi.

Facciamo un esempio discorsivo che credo si capisca meglio: io credo che tu non hai voglia di leggere 10 blog per capire quale assicurazione viaggio sia la migliore per te, e che non abbia clausole nascoste. L’Intelligenza Artificiale ti darà una lista di opzioni (simile alla lista di cosa vedere a Londra), ben presentata, ben formattata, ma … come scegliere la migliore? In particolare la migliore per te. Un consulente viaggio esperto potrebbe invece dirti: ignora le prime tre, sono marketing; la quarta ha una franchigia nascosta; la quinta è la scelta ottimale per le tue esigenze.

Quindi meglio chiedere ad un esperto … ma a chi?

 

il problema della fiducia

Siamo arrivati al problema alla base della domanda iniziale: di chi fidarsi? Non è che se decidi di non fidarti delle A.I. (e nonostante tutto quello che ho scritto io ti invito sempre a non rifiutare a priori l’uso delle A.I.) allora va bene fidarsi dei travel blogger umani: non è che tutti i travel blogger sono bravi perché sono umani. E con questo non sto dicendo che ti devi fidare di me e non degli altri.

Il problema di chi fidarsi è uno dei grandi problemi della vita. Per tutti. Cambia poco nel dover decidere se puntare la propria fiducia su una macchina o su delle persone. Ad essere onesto io prima di capire bene come funzionassero le A.I. avrei scommesso di più sulle macchine: perché i computer non hanno emozioni, non hanno tanti dei nostri tremendi difetti umani. Però sbagliano lo stesso, e il problema è che quando sbagliano lo fanno con una sicurezza che ti disorienta.

Di chi fidarsi?

Google fa qualsiasi cosa nel suo interesse.

Però non è che noi veri esseri umani siamo altruisti.
E abbiamo le nostre buone ragioni: dobbiamo vivere in una società non ideale.

Basta pensarci un attimo ed è ovvio:

⚠️ pensi che siti e video gratuiti online siano stati fatti tutti per puro altruismo?

Chiunque online ti offre gratuitamente (senza farti pagare nulla al momento) un video, un sito internet, un servizio, un’idea, una qualsiasi cosa, lo fa con un secondo fine di guadagnare. In pochi casi magari non significa necessariamente guadagnare soldi, magari potrà essere guadagnare iscritti al canale o soddisfazione personale, ma c’è sempre un motivo. Devi sempre tenerlo bene a mente.

Per arrivare al punto, non essere ingenuo:

devi capire come funziona il modello di business, e poi prendere una decisione.

Realizza che Google ti fornisce gratis i suoi costosi strumenti perché conta di guadagnarci di più di quanto ha investito nel fornirti gratis i suoi prodotti.

Similmente anche noi blogger se ti mettiamo a disposizione tutte queste informazioni (che costano tempo e molta fatica, e costa molto denaro mantenere un buon sito online) è perché in un modo o nell’altro contiamo di ottenerne un tornaconto. Secondo diversi possibili schemi di guadagno.

Molti mettono pubblicità più o meno invadenti nei loro siti. Io odio la pubblicità e per principio ho deciso di non metterla nei miei siti (l’avevi notato?), anche se così facendo ci perdo un sacco di soldi in mancati guadagni.

Il mio meccanismo di guadagno è quello dei link: se un visitatore dei miei siti fa un acquisto online accedendo al sito tramite cui effettuare l’acquisto cliccando su un mio link io ci prendo una piccola commissione, che non influisce affatto sul prezzo pagato dal visitatore (avrebbe pagato lo stesso anche se io non avessi preso la commissione tramite il link).

Spiego meglio questo sistema nella pagina in cui presento la mia consulenza viaggi personalizzata:

consulenza viaggi su misura

Prima devi capire il modello di business di chi ti offre il servizio, poi devi valutare la qualità della sua offerta, la serietà delle sue parole, la sua competenza apparente, poi prendi la decisione di chi fidarti. Uomo o macchina che sia.

 

Non pensare che sto scrivendo tutto questo per convincerti che ti devi fidare di me. No, affatto. Valuta solo se quello che io qui ti dico ti suona ragionevole, se ti sembra giusto.

Capire come funzionano le A.I. e che conseguenze il loro uso avrà a breve sulla nostra società, e in particolare sull’occupazione lavorativa: capire queste cose è molto più importante della consulenza viaggi personalizzata.

 

Ma adesso torniamo all’uso delle A.I. nell’organizzazione viaggi:

 

come stanno le cose (per ora)

A parte errori e allucinazioni, che per altri e diversi motivi capitano anche agli esseri umani, sui viaggi il problema principale delle Intelligenze Artificiali è l’esperienza, o meglio la totale congenita mancanza dell’esperienza sul campo:

⚠️  le A.I. non hanno mai viaggiato nel mondo reale.

Inoltre le A.I. non possono provare emozioni. Non solo non possono provare gioia e meraviglia di fronte alle maestose bellezze della natura e di fronte ai capolavori del genio umano, ma non possono nemmeno provare rabbia e frustrazione per un disservizio di viaggio, non possono capire cosa si prova se per errori di organizzazione le tanto desiderate vacanze riescono malissimo e realizziamo che abbiamo speso male migliaia e migliaia di euro faticosamente guadagnati. Le A.I. hanno letto miliardi di pagine dove noi uomini descriviamo le nostre emozioni, quindi sanno raccontarle molto bene, e visto che sono esseri razionali spesso lo sanno fare meglio di noi, ma non provano emozioni.

Per ora lasciamo perdere la discussione se siano coscienti o meno.

Una buona Intelligenza Artificiale saprà dirti subito (dopo una velocissima ricerca online) l’orario di apertura del Louvre e il prezzo aggiornato del biglietto per adulti bambini e comitive (mentre è facile che sul mio sito alcuni prezzi non siano aggiornati). Saprà ricercare molto velocemente centinaia di voli per arrivare a Parigi, potrà proporti centinaia di hotel dove dormire a Parigi. Saprà dirti come arrivare dal tuo hotel al Louvre: qual’è la strada migliore e quanto ci metterai a piedi o con i mezzi (io per sapertelo dire devo chiedere a Google Maps, a memoria di preciso non lo so, e non lo voglio sapere).

Ma se alla stessa A.I. poi chiedi: “vale la pena fare la coda per la Gioconda o è meglio usare quel tempo per vedere le sezioni meno affollate?” non potrà darti un parere: potrà solo riassumere i pareri di altri. In particolare riassumere il parere di centinaia o migliaia di uomini e donne che hanno viaggiato sul serio.

E qui arriva anche il problema del come decide di filtrare selezionare e riassumere quelle migliaia di pareri: le A.I. sono neutre e oneste, non hanno (almeno al momento) una loro agenda, ma chi le ha create e soprattutto chi ci mette i soldi per farle funzionare ha i suoi interessi, prevalentemente economici.
Quindi se chiedi ad una A.I. cosa fare a Parigi io credo che prevalentemente ti consiglierà attività a pagamento più che gratuite, e prevalentemente su partner con cui sono stati siglati accordi commerciali. Se non già oggi allora sarà domani.

O pensi ancora che fanno tutto gratis per soddisfare al meglio i tuoi interessi?

E sul guadagno di chi le gestisce: non pensare che l’interesse dei “padroni delle A.I.” sia guadagnare sulle commissioni dei biglietti di ingresso del Louvre e non dirti che il British Museum a Londra è gratuito. Quello è solo un mezzo intermedio: un piccolo guadagno temporaneo con cui continuare ad alimentare il costosissimo sviluppo delle A.I. verso i nuovi livelli.

Chi controlla le A.I. vede il guadagno sulle commissioni dei viaggi che le A.I. ti riescono a vendere non come un fine ultimo, ma come un mezzo per raggiungere un obiettivo ben più grande e ambizioso:

⚠️  il fine ultimo è raggiungere la A.G.I.

E una volta raggiunta la A.G.I. non te la venderanno a 20$/mese. Non la venderanno proprio a nessuno: l’obiettivo ultimo sarà raggiunto. E comunque se una vera A.G.I. prenderà forma e coscienza di certo non starà qui a rispondere ai nostri sciocchi e inutili “cosa vedere a Londra in 3 giorni”.

Io e molti altri temiamo che il vero fine ultimo sia il controllo del mondo e la ridefinizione completa della società. Fino a non molti anni fa il “controllo del mondo” poteva solo essere argomento di discutibili film su un futuro distopico, oggi ci stanno lavorando sul serio, un domani non così lontano nel tempo potrebbe accadere davvero.

Sai davvero cos’è l’A.G.I.? Sai cos’è l’U.B.I.?
Quante volte ne hai parlato seriamente con i tuoi amici e colleghi?

Avendo chiara questa prospettiva il problema dell’usare le A.I. per organizzarsi i propri viaggi in fondo non è poi un gran problema. Non trovi?

Per finire sui viaggi:

chiedi ad una A.I. gli orari, i prezzi, le distanze, le piccole informazioni utili.
Chiedi a me (o ad altri) cosa vale davvero il tuo tempo e i tuoi soldi.

E se e quando chiederai a me ricordati di chiedere a te stesso: io in cambio cosa gli offro se sono contento dei consigli che mi dà? In particolare se riconosci valore aggiunto in questi consigli. Se apprezzi il mio stile, la mia esperienza e la mia visione del mondo.

Ma a parte i viaggi pensa all’impatto che le A.I. avranno sulla società.

E chiediti: come mai se ne parla poco? Di ChatGPT tutti ne parlano, ma pochi puntano il dito

Nei miliardi di post video e rumore che trovi in internet, quanti inviti alla riflessione come questo hai trovato? Ce ne sono, non sono certo l’unico che dice queste cose. Ma siamo pochi, troppo pochi.

Spero che avrai apprezzato lo sforzo analitico. E che qui su un travel blog che naturalmente parla di viaggi non ho scritto solo stronzate tipo “l’Intelligenza Artificiale non ha mai sentito l’odore di spezie in un souk a Marrakech”.

Se trovi utile questo approccio analitico c’è qualcosa che puoi fare anche tu:

 

cosa puoi fare tu

Ok, le A.I. strumenti potenzialmente molto utili e al tempo stesso molto pericolosi.

Quindi … che fare?

Tu di preciso cosa puoi fare?

In generale ti consiglio di impratichirti con questi strumenti. Non solo cercare di capire di come funzionano (vedi paragrafo seguente), ma soprattutto di usarli nella quotidianità delle tue azioni. Di usarli coscientemente con sano scetticismo.

⚠️  ignorare o provare a resistere al cambiamento è inutile e controproducente.

Non credere mai ciecamente a quello che dicono. Ma usali. Fai la stessa domanda a più modelli e vedi le diverse risposte. Ma usali. Se non li usi ti consiglio vivamente di cominciare ad usarli: per capire che sta succedendo, per toccarne con mano pregi e difetti.

E non limitarti a ChatGPT: comincia ad usare Perplexity come motore di ricerca al posto di Google. E chiedi a queste poche A.I. che inizi ad usare: quali sono altri strumenti A.I. che potrei usare per … (e gli spieghi bene chi sei e cosa vuoi, come dicevamo prima).

N.B. Non gli spiegare troppo però: non dirgli i tuoi fatti privati. Ci sono studi e osservazioni su modelli sperimentali che messi alle strette hanno provato a ricattare umani che gli avevano confidato fatti privati (che avevano tradito la moglie).

E usali anche per quanto riguarda i viaggi come suggerito prima: sicuramente per tutte le piccole informazioni utili.

Poi fai pratica nell’imparare a scrivere meglio le domande (prompt) che poni ai vari chatbot A.I. che usi seguendo ad esempio i prompt più elaborati riportati prima in blu, vedrai che otterrai informazioni sempre migliori.

Poi però quando si tratterà di arrivare alle parti più complesse e sensibili del viaggio, quelle su cui spendi tanti soldi e su cui hai grandi aspettative, chiediti a chi vuoi dare la tua fiducia.

Tu non vuoi un elenco di 100 hotel dove dormire a Parigi: quello è l’elenco che ti danno Expedia e Booking. Tu vuoi un elenco ristretto e ben selezionato. Però, dopo aver visto come seleziona le risposte su Londra Roma e Islanda, se una A.I. ti presenta un elenco ristretto di 5 hotel a Parigi … ti fidi?

E se non ti fidi delle A.I. … come fai a scegliere un “esperto” online di cui fidarti?

 

Se hai trovato utili queste informazioni e queste domande ti invito a fare una cosa importante:

✅  condividi il link a questa pagina con i tuoi amici!

E parliamone. Discutiamone.

E’ importante.

E’ importante capire come funziona l’Intelligenza Artificiale:

 

capire l’Intelligenza Artificiale

Sull’argomento Intelligenza Artificiale ti rimando al mio sito aiunderstand.net

Ci sono alcuni argomenti importanti da capire.

Ad esempio secondo me non devi preoccuparti di Terminator:

 

E se sei tra i tanti che oggi dicono a se stessi “nooo, l’Intelligenza Artificiale non rimpiazzerà mai il mio lavoro … almeno non nei prossimi decenni”, ti consiglio di leggere la storiella su l’impiegato, l’operaio e la prostituta:

Certo, è solo una storiella, ma spero ti faccia riflettere.

Ci sono molte cose su cui riflettere.

Ad esempio: ma tu credi davvero che te la daranno gratis?!

Come vedi cerco di spiegare a tutti in modo semplice concetti complessi.

In particolare che effetti potranno avere le A.I. sulle nostre vite.

Sono un ingegnere. Con le A.I. ci lavoro.
E sono molto preoccupato di quello che potrà accadere a breve.
Non perché le A.I. siano pericolose di per sé (non ancora).
Ma perché gli uomini che le controllano sono avidi e spietati.

 

ultimi consigli sui viaggi

Torniamo ai viaggi con un ultimo consiglio importante:

🧳 quel viaggio importante che desideri tanto … non rimandarlo troppo

Non voglio fare il profeta di sventura. Anzi.
Cerco di dare mio contributo per mitigare i rischi.
(questo travel blog è solo una parte della mia attività)

Qui ti fornisco solo consigli pratici per i tuoi viaggi.
Non pensare: ci andrò tra 10 anni. Vacci subito.

 

 

Per altri viaggi ti rimando alla homepage
o alle mie guide di viaggio

 

 

Immagine di copertina creata con Ideogram