L’Islanda offre una varietà piuttosto limitata di specie animali, ma quasi tutte interessanti da osservare e facilmente avvicinabili: pulcinella di mare, pony islandesi, balene, pecore, volpi artiche.
Questi gli animali che vedrai più facilmente nel tuo viaggio in Islanda:
pulcinella di mare
Le pulcinelle di mare, o puffin, sono uno dei simboli dell’Islanda e uno degli uccelli marini più ricercati dai visitatori per il loro aspetto simpatico e i colori vivaci. Circa il 60% della popolazione mondiale di Fratercula arctica nidifica sulle coste islandesi, principalmente tra fine aprile/inizio maggio e la fine di agosto.
Per osservarle al meglio, i luoghi più rinomati includono Látrabjarg nelle zone dei fiordi occidentali, la penisola di Tjörnes nel nord, l’isola di Papey nell’est, Ingólfshöfði nel sud-est, Dyrhólaey vicino a Vík í Mýrdal, e le isole Vestmannaeyjar (Heimaey in particolare), raggiungibili solo col traghetto. Molte di queste scogliere permettono un’osservazione relativamente ravvicinata.
Ricorda che, nonostante siano spesso visibili in gran numero, ottenere fotografie naturalistiche di alta qualità richiede pazienza, un’attrezzatura adeguata (è necessario un buon teleobiettivo, lo smartphone non basta) e condizioni di luce favorevoli, cosa non sempre scontata in Islanda.
Mantieni sempre una distanza di sicurezza per non disturbare gli uccelli, specialmente durante il periodo di nidificazione. Non tentare di dar loro da mangiare e fai attenzione a non calpestare i nidi, spesso scavati nel terreno erboso vicino ai bordi delle scogliere.
Oltre ai puffin gli appassionati di birdwatching troveranno in Islanda molti altri volatili interessanti: sono presenti numerose specie di uccelli acquatici, marini e migratori, come l’edredone comune, varie specie di anatre e oche, sterne artiche, e rapaci come il girfalco (Falco rusticolus).
cavalli islandesi
Il cavallo islandese è una razza nota per la sua robustezza e il carattere docile. Questi animali, portati sull’isola dai primi coloni vichinghi, sono parte integrante della cultura e del paesaggio islandese. Generalmente di statura contenuta (circa 130-145 cm al garrese), vengono spesso definiti pony, sebbene siano considerati cavalli a tutti gli effetti.
Sono facilmente avvistabili nei pascoli e nelle fattorie disseminate in tutto il paese, spesso vicino alla Hringvegur, la principale strada circolare. La loro curiosità li porta frequentemente ad avvicinarsi alle recinzioni, offrendo ottime opportunità fotografiche.
Per un’esperienza più diretta, numerose fattorie offrono escursioni a cavallo adatte a tutti i livelli di esperienza, con partenze comuni da aree come Reykjavík e Hella, o nei dintorni del lago Mývatn e Skagafjörður, considerata la “culla” del cavallo islandese.
Ammira i cavalli dai bordi dei pascoli, e se desideri avvicinarti o fotografarli all’interno di proprietà private chiedi sempre il permesso ai proprietari. Evita di dar loro da mangiare senza l’autorizzazione del proprietario, poiché alcuni alimenti potrebbero essere dannosi.
Oltre alle tre andature fondamentali comuni alla maggior parte delle razze equine (il passo, un’andatura regolare a quattro tempi, il trotto a due tempi diagonali, e il galoppo a tre tempi) il cavallo islandese ne possiede altre due. La più celebre è il tölt, un’andatura fluida a quattro tempi laterali in cui il cavallo ha sempre almeno un piede a terra. Questa caratteristica lo rende estremamente confortevole per il cavaliere, anche su lunghe distanze o terreni accidentati, e può essere eseguito a diverse velocità, da quella di una passeggiata energica fino a quella di un galoppo sostenuto. La quinta andatura è il passo veloce o “volante” (skeið o flugskeið), un’andatura laterale a due tempi molto rapida, in cui le due zampe dello stesso lato si muovono simultaneamente. Viene utilizzata principalmente nelle corse su brevi distanze e non tutti i cavalli islandesi la eseguono con la stessa maestria: quelli che eccellono nel flugskeið sono particolarmente apprezzati.
La statura mediamente ridotta del cavallo islandese, che lo fa spesso assimilare a un pony, è il risultato di diversi fattori combinati: gli equini originariamente importati in Islanda dai coloni norreni tra il IX e il X secolo erano probabilmente di taglia contenuta, robusti e adatti alle difficili condizioni di trasporto e ambientali. Per oltre mille anni, un rigido divieto di importazione ha mantenuto la razza geneticamente isolata. Questo isolamento, unito alla selezione naturale in un ambiente aspro con risorse foraggere limitate durante i lunghi inverni, ha favorito gli individui più frugali, resistenti e di dimensioni contenute, capaci di sopravvivere e prosperare in tali condizioni.
Queste caratteristiche, unite alla purezza della razza e alle andature uniche, distinguono nettamente il cavallo islandese da molte altre razze europee: la loro acclimatazione al clima rigido si manifesta in un folto doppio mantello invernale e in una notevole resistenza alle intemperie. Sono rinomati per il loro temperamento equilibrato: intelligenti, curiosi, disposti al lavoro, ma anche dotati di una vivace personalità. La loro versatilità li ha resi per secoli compagni indispensabili per il lavoro agricolo, il trasporto e come cavalcatura, cementando il loro ruolo nella cultura e nella storia islandese.
Sui cavalli islandesi su Youtube c’è questo documentario abbastanza interessante, ma non è visibile in tutti i paesi.
avvistamento balene
L’Islanda è una delle destinazioni europee più importanti per l’avvistamento delle balene: le fredde acque dell’Atlantico settentrionale sono ricche di nutrienti e attirano numerose specie, specialmente durante i mesi estivi (da maggio a settembre). Húsavík, nella baia di Skjálfandi, è spesso definita la “capitale islandese del whale watching” grazie agli alti tassi di avvistamento.
Vedi il mio approfondimento sull’avvistamento balene da Húsavík:
Altre località popolari per le escursioni in barca includono Reykjavík (Faxaflói Bay), Ólafsvík sulla penisola di Snæfellsnes (ottima per le orche in primavera/inizio estate), Akureyri (Eyjafjörður) e Dalvík.
Le specie più comunemente avvistate sono la megattera (Megaptera novaeangliae), la balenottera minore (Balaenoptera acutorostrata), il delfino dal rostro bianco (Lagenorhynchus albirostris) e la focena comune (Phocoena phocoena). Con un po’ di fortuna, è possibile incontrare anche balenottere comuni, balenottere boreali e, occasionalmente, la maestosa balenottera azzurra.
Quando prenoti e paghi un’escursione magari sogni balene che saltano davanti alla tua barca, ma devi mettere in conto che forse/probabilmente vedrai poco o niente, se ti va bene qualche pinna a distanza. E ricorda che nessun operatore ti restituisce i soldi se non si avvistano balene.
Le escursioni durano solitamente dalle 2 alle 3.5 ore. È fondamentale vestirsi con abiti caldi e impermeabili, anche in estate, poiché il vento in mare aperto può essere pungente.
Questo documentario sull’avvistamento balene l’ho trovato interessante perché è tra i pochi a parlare di un aspetto poco considerato quando si parla di natura e animali: il business che ci gira intorno.
E questi sono numeri del 2014, immagina adesso.
pecore islandesi
Le pecore islandesi sono onnipresenti nel paesaggio rurale, superando in numero la popolazione umana. Introdotte dai vichinghi, questa razza è rimasta isolata per secoli e ha sviluppato una lana particolarmente adatta al clima rigido. Le vedrai pascolare liberamente durante l’estate, spesso anche in prossimità delle strade.
In estate, le pecore vagano libere e possono attraversare improvvisamente le strade, anche quelle principali come la Hringvegur. Guida con prudenza nelle aree rurali, specialmente dove la visibilità è limitata.
Sebbene non siano l’attrazione faunistica principale per molti, le pecore islandesi con la loro lana folta e i vari colori del vello sono un soggetto fotografico caratteristico e contribuiscono al fascino rurale dell’isola.
volpe artica
La volpe artica (Vulpes lagopus) è l’unico mammifero terrestre nativo dell’Islanda, presente sull’isola da prima dell’arrivo dell’uomo. Avvistarla è una vera sfida a causa della sua natura elusiva e del suo eccellente mimetismo (bianca in inverno, grigio-marrone in estate).
Le maggiori possibilità di incontro si hanno nella remota riserva naturale di Hornstrandir, nei fiordi occidentali, un’area disabitata dove le volpi sono protette e meno timorose. L’accesso a Hornstrandir è possibile solo in estate tramite imbarcazioni da Ísafjörður o Bolungarvík. Un’altra area dove occasionalmente si possono avvistare è la regione del Mývatn, grazie all’abbondanza di uccelli.
Nonostante Hornstrandir offra le migliori chance, l’avvistamento della volpe artica richiede pazienza, silenzio e una buona dose di fortuna. Utilizzare un binocolo può aumentare significativamente le possibilità di individuarle a distanza.
Per approfondire la conoscenza della volpe artica puoi visitare l’Arctic Fox Centre (Melrakkasetur) a Súðavík nei fiordi occidentali, che funge da centro di ricerca ed esposizione. Puoi trovare maggiori informazioni sul loro sito melrakki.is
Questo un breve documentario sulle volpi artiche islandesi:
Vedi la mia guida di viaggio in Islanda:
In particolare ti rimando a queste pagine:
- organizzare il viaggio
– quanto costa, voli, hotel, autonoleggio - cosa vedere in Islanda
– Reykjavik, Circolo d’Oro, sud ovest, sud est
– Islanda orientale, nord orientale
– nord ovest, fiordi occidentali, Islanda occidentale
Immagine di copertina creata con Ideogram


